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La partenza sbagliata

Se anche tu…

…podista che cerchi il pettorale a venti minuti dalla partenza della gara. La vita ti trasforma, magari nel fisico non fa miracoli, il carattere però lo mitiga. Tutto quel vento che a folate ha piegato e condizionato quel carattere combattivo, non ti fai più prendere dalla voglia di scattare e quasi irascibile trovare una soluzione o gridare ad ogni cosa non va per il suo verso. Il periodo di allenamenti pare abbia portato i suoi frutti, chiudere dieci chilometri è diventato facile; il ritmo limato di qualche secondo, divertente fare le variazioni, anche da solo mi diverto.
La settimana quasi finita e per domenica un uscita a ritmo costante è quello che dice la tabella scritta sul calendario. Vado a fare un po di spesa, esco da solo così in quaranta minuti faccio la spesa, scelgo qualcosa anche per la bimba senza bruciare tre ore; tornando verso casa faccio una sosta a salutare il Carlo, due piccioni con una fava. Carlo ha un negozio di articoli sportivi ed è nella stessa squadra; che bei modelli di scarpe, due chiacchiere su tempi e gare da fare magari e poi la classica domanda: domenica che fai?
Carlo, pensavo di fare dieci tranquilli!
Janpy veramente qui vicino ci sarebbe una gara, passo a prenderti io.
Domenica mattina giunge e mi godo la frenesia della gara senza l’aspettativa di tempi, si fa un pochino di pubbliche relazioni tra i gazebo delle società, il circuito dicono pianeggiante ma cittadino; quasi trenta minuti dalla partenza, ci svestiamo ed anche in canotta e pantaloncini da gara il sole si fa sentire. Sorsetto di acqua e un chilometro di riscaldamento e ci iniziamo a contare e squadrare un pochino, dieci minuti alla partenza e ci si prepara spalla a spalla dietro l’arco gonfiabile, stando fermi il sole inizia a pizzicare sulla pelle, la gola sembra asciutta; cinque minuti e non si vede l’ombra di un giudice. Pare che dietro il nastro ci toccherà aspettare ancora, molti iniziano a smanacciare mentre la tintarella prende colore, chi è disidratato, chi ha saltato i minuti dall’integrazione, chi si è solo spazientito, i miei nervi sembrano reggere. Finalmente compare il giudice che scusandosi richiama a volo l’attenzione e ci dice che solo tre minuti di orologio si parte, mi ritrovo quasi in prima fila e bang si parte, tocca fare un giro della pista e si esce su strada, mentre non sento nulla e ancora confuso ho lasciato andare le gambe e mentre sto per uscire dal tappeto di quattrocento metri davanti a me c’è solo un podista e alle mie spalle dietro un vuoto tutto il resto della gara, siamo in una volata su strada e un laccio si scioglie e mi tocca fermarmi a riannodare, attendo Carlo e con non poca fatica termino la gara un minuto dietro di lui. La sfiga ha voluto che non mi son ritrovato neanche una foto uscendo dalla pista, per qualche secondo ero con la testa della gara.

CRISCENTI Cosimo

CRISCENTI Cosimo
Tessera n. LC003539