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Uno, due, trail

Se anche tu…
…podista con il cassetto che si riempie di maglie ricordo delle gare.
Doveva essere un anno sotto tono, dove le gare da fare si sarebbero dovute contare sulle dita di una mano e invece serve il pallottoliere. Non era tra i miei programmi stare tutti quei fine settimana con la canotta ufficiale a puntare spille nei pettorali, ma i piani tra cose di lavoro, vacanze, impegni di famiglia e tempo libero che si mischiano come carte, il mazziere è il signor destino che ti porta a percorrere strade mai immaginate.

Per gioco si prova a fare il primo trail, io che si da ragazzino correvo tra i filari della vigna o i solchi dell aratro non avrei mai pensato di correre sull’asfalto e tanto meno di inerpicarmi su una montagna per poi ridiscendervi senza fiato. Il caldo umido giungeva fin sotto l’ombra dei castagni e querce, il ritiro pettorale sotto un gazebo sistemato quasi per banchettare, flebile il vento si sentiva sfiorare la pelle. Neanche il tempo di restare in pantaloncini e canotta che la fatidica domanda giungeva: a quanto la fai?
Risposta plausibile: bho!

Analizzo le informazioni sul percorso, cerco di farmi un idea; tredici chilometri, per metà salita su tornanti di terra battuta, discesa per tornare al traguardo, pendenza che dai primi metri non lascia intendere come prosegua il percorso. Ormai siamo qui, si fa, poi son presenti un po’ di volti noti, ne conosco per lo meno il passo nelle gare su asfalto; per esserci loro posso farcela anche io.

Foto e sorso d’acqua, tappata la bottiglia e sistemata in un cespuglio vado a riscaldarmi, la polvere si alza come una nuvoletta, un accenno di respirazione forzata e qualche skip, calciata e due rullate, faccio un po’ di show allungando le gambe su cento metri per due volte e mi sistemo dinanzi al nastro di partenza e dopo due chiacchiere come dinanzi alla posta, sul clima, mi volto e faccio un conto a spanne e siamo in un centinaio; la mente mi dice: dai proviamo; una vocina mi sussura: qui si sale per sette chilometri, non distruggiamoci!

Due pacche sulle spalle e si parte, nuvola che ci avviluppa e ci trasciniamo dietro per i primi metri, passata la foga iniziale mi assesta nella posizione e raccolgo subito il passo, di fianco sento ansimare, raccolgo informazioni sulle indicazioni di alcuni indigeni del luogo e scopro che si rientra passando per un chilometro di secoli delle acque. Rosicchiando un po’ di posizioni sulla salita, tornante dopo tornate stiamo per sbucare sul primo tratto di discesa, cinque in gruppo dinazi a me, provo a superarli ma dopo averne passati tre son nel pieno della discesa.
Siamo in un ambiente rilassante per fare una passeggiata, ma stiamo correndo tra terra e seguendo un canalone e tante ombre che vengono infrante da fasci di luce.

Studio i miei diretti avversari e in un attimo di pura follia accelero saltellando da destra a sinistra per non perdere l’equilibrio passo entrambe e adrenalina che mi travolge sbuco nuovamente sulla strada dopo aver rischiato di stamparmi su qualche albero. Il tracciato sembrava tutta discesa, infatti sembrava; per superare tre cambi di pendenza mi ritrovo sull’ ultimo a camminare per poi farmi spronare da un runner che avevo appena affiancato e vedendo il mio sguardo perso mi disse: dai campione che manca poco.

Dopo una curva si intravede il gazebo e mi affianco a chi mi ha appena spronato e ricambio il favore incitandolo e amuntando con lui il passo lasciando a lui i passi finali sul traguardo. Fiato che si ristabilisce e afferro il cocomero e inizio ad addentarlo, mi godo qualche arrivo e cosa che mi capita raramente, massaggio defaticante offerto.

Il sorriso del fine gara lascia spazio a smorfie di dolore quando vengono manipolati i polpacci; torno al buffet del dopo gara e sorriso che si allarga quando mi donano una coppa per la categoria donatori del sangue, ringrazio la spalla degli ultimi metri e gioisco con la compagna di squadra che in modo impeccabile va a podio anche lei.

Prima volta per un trail, ma non sarà l’unica, bellissime emozioni.

CRISCENTI Cosimo

CRISCENTI Cosimo
Tessera n. LC003539