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La bici in allenamento

Se anche tu…
… podista che inizia a credere nelle proprie capacità, ti ritrovi a fare un uscita in compagnia e ti trovi accerchiato da top runner.
Un venerdì pomeriggio mentre mi guardo intorno per cercare qualcuno da seguire o che mi dia il La, alle mie spalle giungono in due sorridenti come in una réclame del dentifricio: campione come stai? Che si fa oggi?
Quando partono così penso sempre che mi spezzano le gambe come minimo.
Io: bene, i campioni siete voi comunque. Vi seguo oggi, se riesco a starvi dietro. Cosa si fa?

Loro quasi in coro: un progressivo quasi quasi!

Io: OK

Partiamo dolce come non mai, dopo tre giri del viale, le gambe sembrano pesanti, il pensiero diventa subito: questi mi distruggono oggi.
Facciamo un piccolo miglioramento di passo per attraversare e restiamo costanti così, dopo poco suona il GPS, sempre in fila indiana con me in chiusura, si inizia a chiacchierare di Michelangelo che riguardando i suoi allenamenti faceva piegare gli alberi al suo passaggio; per ascoltare meglio e non alienarmi mi avvicino e ci mettiamo in linea e continuiamo a fare chiacchiericcio da bar.

Per superare un incrocio passo prima di loro e ci ritroviamo ad aver cambiato nuovamente passo; si sposta il discorso sul cibo e sul come ci si sente in gara a seguito di qualche mangiata fuori posto o della pizza ed il differente effetto su ognuno di noi.

Beep dopo beep ci ritroviamo in salita, si aggiunge a noi anche un altro elemento da dieci, chiacchiera su chiacchiera e incrocio dopo incrocio la velocità aumenta, mi ritrovo con le gambe che iniziano a fare bene il loro dovere; non si chiacchiera più, inizia la discesa o punto di non ritorno, voliamo senza proferir parola per quasi un chilometro iniziando a spingere sul piano.

Ci tocca solo tornare al punto di partenza, sento il loro scalpitare alle mie spalle, alzo lo sguardo e stiamo per affiancarci ad un ragazzo in bici. La testa per la carenza di ossigeno non mi dice altro che: dai prendiamolo! Ci metto poco, affianco e spingendo un po lo guardo in faccia.

Alle mie spalle non so che succede perché mi fisso sul ritmo della bici, il ragazzo si alza un secondo sui pedali e io non volendo perdermi quella lepre gli tengo testa; fronte a noi il semaforo, la bici frena e si ferma, noi per girare sulla sinistra rallentiamo per infilarci sullo strettissimo marciapiedi.

Come finiamo di girare rimettiamo le gambe a ritmo, anche se non così sostenuto, manca poco e come arriviamo a metà del viale al beep ci fermiamo e iniziano le risate: ma che hai combinato? Abbiamo visto che lo hai guardato e poi per fortuna il semaforo.

Siamo passati a tre e trentacinque mentre chiacchieriamo facendo la conta dico: manca Alex? Fronte a noi scende da una macchina smanacciando; attraversiamo e lui ci fa: ragazzi dopo la discesa vi ho mollato poi ho preso il passaggio, siete dei pazzi.

Tornando verso casa scorro i dati dal marchingegno sul polso, abbiamo tolto dieci secondi circa a chilometro, e inizialmente siamo stati lenti ma costanti per tutto il riscaldamento.

Che bel progressivo, che risate, che belle persone e che stiracchiata che mi hanno dato!

CRISCENTI Cosimo

CRISCENTI Cosimo
Tessera n. LC003539