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I favolosi benefici dello stretching

Tre minuti al giorno, per 11 settimane: è quanto serve per sentirsi bene col proprio corpo a lungo. Basta fare un po’ di stretching tutti i giorni. I risultati si vedranno a partire dalla seconda settimana di allenamento: davanti allo specchio vi ritroverete un fisico equilibrato e dall’aspetto giovane grazie all’allungamento dei muscoli. Non solo. Lavorando con costanza si potranno anche risolvere disturbi come i dolori alle spalle tipici di chi lavora molte ore al computer, o i dolori lombari tipici di chi passa molte ore in piedi o seduto alla scrivania.

Secondo i dati dell’American College of Sport Medicine, 20 – 30 secondi di stretching fanno effetto sui muscoli. Quindi cinque secondi sono troppo pochi, e più di 30 assolutamente inutili. Ecco qualche cosa che è utile sapere prima di cominciare, per uno stretching efficace.

  1. Due tipi di stretching

Lo stretching si può suddividere in due ampie categorie: lo stretching statico, in cui si allunga lentamente il muscolo partendo da una posizione immobile, e lo stretching dinamico, che viene usato di solito come riscaldamento prima di un’attività fisica. Lo stretching statico è quello che aumenta la flessibilità dei muscoli.

  1. Non più di 30 secondi

Per uno stretching efficace serve mantenere la posizione tra i 20 e i 30 secondi. Un allungamento maggiore ai 30 secondi può sovraccaricare muscoli e legamenti. Mentre distendete la parte interessata, respirate allungando il ritmo dell’espirazione. Tutto il corpo sarà più rilassato e i muscoli si distenderanno più facilmente.

 

  1. Trovare il momento giusto

Se ci si mette a fare stretching all’improvviso, quando i muscoli sono ancora freddi, questi non riusciranno ad allungarsi bene. Per prima cosa preparate il corpo e le gambe, e portate i muscoli alla temperatura giusta.

  1. E se lo facessimo dopo il bagno?

Un buon momento per lo stretching è anche dopo il bagno, visto che il corpo è rilassato e le fasce muscolari sono allungate. Merito dell’acqua calda: le fasce muscolari si sono riscaldate grazie all’innalzamento della temperatura, così sono temporaneamente più flessibili.

5 . Non esagerare

Non bisogna allungare il muscolo oltre le proprie possibilità, né continuare ad allungarlo se fa male. Nella fibra muscolare si trovano dei sensori chiamati fusi neuromuscolari che percepiscono la lunghezza del muscolo e si attivano quando l’allungamento supera un certo limite, facendolo contrarre.

Fonte HUFFPOST.IT

CRISCENTI Cosimo

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Tessera n. LC003539